La canapa CBD crea dipendenza? Facciamo chiarezza.

La lingua inglese opera un’importante distinzione tra i termini “addiction” e “dependence”, che in italiano sono invece tradotti con la stessa parola “dipendenza”, pur avendo significati molto diversi.

Con addiction si vuole definire una condizione generale, in cui la dipendenza psicologica da una sostanza o da un oggetto spinge alla ricerca dell’oggetto stesso, senza il quale l’esistenza sembra priva di significato.

Con dependence, invece, si intende la dipendenza fisica e chimica, ovvero la condizione in cui l’organismo necessita di una determinata sostanza per funzionare e quindi la richiede.

Il termine inglese “addiction” deriva dal latino “addictus”, che nell’Antica Roma veniva utilizzato per indicare lo schiavo o il servitore che non poteva pagare i debiti e la cui condizione durava fino all’estinzione del debito. Nel gergo psicologico attuale il termine si riferisce ad una persona che diventa schiava di una sola e unica soluzione o attività nel suo sforzo di affrontare la sofferenza psichica. Naturalmente vi sono situazioni nelle quali le persone hanno una multi-addiction, cioè una dipendenza da più sostanze, attività oppure relazioni.

La canapa CBD, ossia quella con un'alta percentuale di Cannabidiolo nella resina, contiene molecole non psicotrope con molteplici potenzialità terapeutiche in vari ambiti della salute e del benessere, fisici e psicologici. Tale pianta produce resina con tenore di THC - ovvero la molecola responsabile dell’effetto psicotropo - inferiore all’1 %. Non è quindi considerata come sostanza stupefacente.

La questione di un eventuale consumo o abuso da dipendenza per quanto concerne la canapa si pone quindi esclusivamente nei riguardi della canapa con alto tenore di THC. Contrariamente ad esempio alla nicotina, che da dipendenza fisica e chimica (dependence), l’effetto di cui si parla è quello di dipendenza psicologica. Questo nei casi in cui, per questioni caratteriali, ambientali e storiche, la persona che ne fa uso ne ha soggettivamente un bisogno imprescindibile per “funzionare”, nel senso ad esempio di tenere gli stati d’ansia sotto una soglia tollerabile oppure per poter dormire.

Tale tipo di uso si può avvicinare ad un abuso, a un tipo di utilizzo smodato, sintomo di una diminuita possibilità e capacità di scelta. Dall’altra parte vi è la realtà sociale legata all’uso ricreativo e sociale della cannabis, che costituisce la modalità più frequente di utilizzo: una fruizione che possiamo definire consapevole e responsabile.

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